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Il ricordo sconnesso

4.83 su 5 in base a 6 valutazioni del cliente
(6 recensioni dei clienti)

€20.00 €17.00

Autore: Simona Stammelluti

Titolo: Il ricordo sconnesso

Formato: 14,5×21,5 cm

Pagine: 784

 

Tre storie, intrecciate senza che il lettore se ne accorga se non quando giunge alla parola “fine”. I personaggi sembrano avere storie a sé, ma si incontrano, tutti, in un punto soltanto della narrazione e, da quel momento in poi, ognuno di essi proseguirà per la propria strada, non sapendo che legame c’è tra di loro, ma portando con sé un cambiamento, che farà mutare radicalmente le loro vite. Un medico, cinico e ossessionato dalla sua bravura, che si innamora di una donna, sua paziente. Perde così gran parte delle sue certezze, del suo senso di onnipotenza e della sua smania di successo. Un amore, il loro, che non ha assolutamente nulla di scontato, niente che ricordi amori già sentiti, o visti, o raccontati. Una storia, quella di Francesco e Lavinia, che non si chiude con le parole “e vissero felici e contenti”, ma con quelle “e vissero al massimo delle loro volontà”. La storia di una coppia, Laura e Guglielmo, che arriva al matrimonio come se fosse un’ultima spiaggia, ma entrambi nascondono un segreto, che non rivelano al proprio reciproco coniuge, che falserà la loro esistenza, che li porterà a stare insieme ma a essere infelici, e a commettere errori su errori, fino ad arrivare a un punto di non ritorno nel quale le menzogne si sostituiscono così tanto alla realtà che per la vita di uno dei due non ci sarà più scampo. Una donna che mette al mondo due bimbe, gemelle, dopo aver subìto uno stupro. Essendo assai giovane le dà via, senza sapere mai cosa ne è stato di loro, fin quando qualcosa accade, e il destino mette di nuovo insieme le tre donne, che non sanno di essere tra loro così intime, ma che, spinte da una sorta di sesto senso, faranno qualcosa per l’altra, mettendo le loro tre vite di nuovo in discussione. Di queste tre vite, solo quella della madre si salverà davvero, perché per le gemelle il destino riserverà un finale comune.

Simona Stammelluti (Bari, 1970). Musicista, giornalista di settore, appassionata di jazz, scrittrice. Vive incastonata tra il “potere assoluto” della parola e la voglia di raccontare storie. Ha già pubblicato un romanzo, La chiamavano BB, edito da Albatros.

 

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6 recensioni per Il ricordo sconnesso

  1. 5 di 5

    :

    Un libro da leggere, rileggere, regalare.
    È un libro del quale ci si innamora.
    Ci si innamora dei personaggi, delle loro storie e della morale che malgrado l’amaro di un finale difficile da mandar giù, consegna una forte consapevolezza sul vivere e sui rapporti umani.
    Una penna davvero sopraffina, un’opera scritta con proprietà di linguaggio, con una storia complessa ma credibile, con la naturalezza di chi dovrebbe fare solo questo per vivere.
    Comprerò altre copie e le regalerò. Voglio che in tanti possano avere il privilegio di leggere questo libro per emozionarsi e per scoprire che le cose belle spesso si nascondo anche dentro le pagine di un libro scritto bene.

  2. 5 di 5

    :

    Simona Stammelluti…leggere il tuo libro è stato un viaggio unico.
    Un viaggio nella “vita”, raccontata, amata, sofferta, reale, profonda.
    Sì, perché nel tuo libro c’è la Vita, nelle sue sfumature, nelle sue “stanze”, nei suoi meandri, nel suo splendore, nel suo dolore e nella sua crudezza. Ho ripercorso con i protagonisti, angoli di cuore e di anima, pensieri, riflessioni, patemi, pulsioni, illusioni, disillusione, speranza, rabbia, forza, dolcezza, debolezza e uno sconfinato amore.
    Simona, ho portato “il ricordo sconnesso” ovunque andassi, per poter godere della sua lettura ogni qual volta potessi. Ho letto le sue (le tue) pagine in fila nell’ufficio postale, in attesa del mio turno in udienza, seduta sull’erba del mio prato, prima che arrivasse la pizza, in fila davanti alle varie cancellerie in tribunale, in diverse sale d’aspetto, in studio, ferma in macchina, sul divano, sul letto, in spiaggia, camminando lungo il mare….ovunque insomma.
    Mi sono ritrovata in ogni riflessione, ho condiviso ogni pensiero su questa vita agrodolce così sapientemente ed elegantemente descritta…
    Ho adorato tutti i personaggi…e un posto speciale nel mio cuore lo ha conquistato Laura…Nella tua dedica mi hai chiesto a quale dei personaggi mi sarei sentita più vicina…Anche se lontana nel modo di vivere….i pensieri, i propositi e le contraddizioni (apparenti) di Laura, sono le mie…
    Chissà quanto altro vorrei dirti ancora…
    So che fra tutti i romanzi che ho letto (e tu sai che il “romanzo” non è proprio il mio genere) il tuo è l’unico che ha lasciato un segno profondo in me, che mi ha appassionato giorno dopo giorno, sempre di più, in un crescendo continuo…senza mai distrarmi durante la lettura…come se tutto intorno a me perdesse nitidezza e ci fosse un piccolo occhio di bue solo sulle tue pagine….
    MAI banale.
    Il ricordo sconesso, trasuda di “sapere”, di “intelligenza”, di “saggezza”, di sentimento, di esperienza, di passione di Anima.
    Il tuo è un libro che merita una diffusione maggiore, che merita di essere “conosciuto”, pubblicizzato…
    Deve avere il successo che merita, che meriti!
    Sempre con il rispetto dovuto a chi fa questo difficilissimo “mestiere” dello scrivere, ti dico: Ma quale Dacia Maraini, ma quale Susanna Tamaro, ma quale Sparaco, Casati Modigliani ( che pur apprezzo), ma quale Gramellini, Bisotti etc etc (anche se tutti ottimi scrittori, ovviamente)!!!
    Tu hai qualcosa, nel tuo modo di scrivere, di unico, di prezioso, di speciale…fluido ma non “semplice”, articolato, ma che ti tiene per mano nel percorrere la storia…Una punteggiatura perfetta che dà i giusti respiri, che ti lascia entrare nei “toni” e anche immaginare l’espressione dei volti che pur non vedi…
    Sei grande!
    Ora ritorno ai miei thrillers…ovviamente fino al prossimo libro di Simona Stammelluti!
    Attendo!
    Il mio è solo un umile giudizio di un’altrettanto umile lettrice.
    Grazie Simona!

  3. 5 di 5

    :

    Un intenso romanzo, a tratti crudele, ma pieno di passione e vita. Una vita spesso apparentemente priva di sentimenti di compassione, ma che ha sempre un senso, un perché. Ciò che è maledizione per qualcuno, diventa grazia, opportunitá, riscatto. E sull’ombra della morte, albeggia la speranza di migliorare la propria esistenza. Un romanzo che entra nell’animo umano, brucia sulle ferite e aiuta nel ricordare.

  4. 4 di 5

    :

    Un libro che ha mostrato un’indovinata struttura parallela nello svolgimento della stesura, l’incrocio non scontato delle storie. Una trama avvincente e serrata, con microcosmi di situazioni quotidiane accennati ed intelligentemente lasciate sospese. Un libro che ho sinceramente apprezzato. Una correzione di bozze più severa avrebbe reso onore ad un ottimo contenuto.

  5. 5 di 5

    :

    “E allora bisognerebbe attaccarli bene, i bottoni, per evitare che finiscano lì dove non puoi più prenderli. E un cappotto, senza bottone, diviene brutto, sciatto. Perde il suo stile, o forse anche il suo senso.
    Quando ti stacchi da ciò che è terreno, provi a riprendere ciò che ti appartiene, provi anche a restare…provi a fermarti un attimo, prima di finire chissà dove, sperando che qualcuno faccia in tempo a tirarti via da quel posto, dal quale non puoi più fare ritorno.
    Ci provi.
    Si, ci provi.
    Ma non ci riesci, perché tentenni in maniera cadenzata, su un marciapiede sottile come una lama e poi vai giù, senza arrivare mai.
    Sentii un rumore assordante e incomprensibile. Ma fu solo un attimo, o forse una frazione di quell’attimo.
    Qualcuno sparò.
    Io caddi a terra, come quel bottone, ma non riuscii a scivolare verso una salvezza. Qualcosa mi inghiottì, come se nulla fosse mai accaduto.
    Mi inghiottì ed io non provai nulla.
    Nessun dolore, nessun rimpianto. ”

    Questo magnifico libro é un viaggio nella vita. Leggere un libro significa “spogliarsi” un po’, mettere a nudo le proprie emozioni, scoprirsi a tratti fragili, quasi costretti in riflessioni rimandate troppo a lungo.
    Leggere un libro è come vivere un po’ a fianco dei personaggi, provare le stesse sensazioni, scegliendo a volte diversamente da come va a finire, ma alla fine del viaggio, nel bagaglio resta tutto ciò che si è.

  6. 5 di 5

    :

    Premetto di non essere un letterato; neanche un amante del genere romanzo. Ciononostante, con quest’opera della Stammelluti, mi sono ritrovato proiettato in un mondo estraneo ma mai ostile.
    La lettura del copioso scritto non è mai scontata o banale e sovente costringe – molto più spesso di quanto avrei voluto – a dover soffermarsi e fermarsi per metabolizzare alcune situazioni.
    Superato il preconcetto del “mattone”, poi, la lettura scorre piacevolmente agile nell’intreccio delle storie (tre almeno quelle principali) e dei vari personaggi, tutte e tutti credibilmente strutturati. Le pagine si susseguono senza quasi accorgersene, tanto da imporsi pause per non finire il libro troppo presto, sorseggiando le storie da un punto cruciale all’altro: a mio modesto giudizio l’opera si presterebbe per una fiction.
    La parte descrittiva, più emozionale che materiale, alleggerendo ulteriormente la lettura, riesce nel contempo a far prendere forma e consistenza a ogni personaggio, location e persino a qualche odore e colore.
    Prevalentemente “matriarcale”, è una lettura che consiglio anche agli uomini che hanno voglia di mettersi in gioco, tralasciando ogni convinzione di conoscenza sull’universo Donna. Una “finestra privilegiata” dalla quale ci si può affacciare in un mondo molto meno scontato di quanto pensiamo.
    Uniche note stonate sono l’impaginazione e una correzione di bozze non proprio impeccabile. Ma questa è un’altra storia.

    Grazie

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