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Giuseppe Perrotta
Vivere sotto il segno del cancro
Pagine: 144
Prezzo: € 12,00
ISBN: 978-88-96895-61-0
Formato: 15x21
"Vivere sotto il segno del cancro" è la narrazione di pochi mesi di vita, i primi e, per certi versi, i più drammatici di un uomo che, all'improvviso e senza sintomi premonitori, scopre di avere un cancro. vita segnata dal cancro, come quella di tanti altri, diventa la storia: è una cronaca puntuale di eventi e sensazioni reali, però, non di un malato ignaro, ma di un malato "esperto", un malato più consapevole, un malato più critico, un chirurgo, che proprio quel "brutto male" conosce da oltre 40 anni.storia ci si rivolge al lettore, per gran parte, con il "tu". E con il "tu" si parla anche a se stessi. Il racconto, puntuale, crudo, asettico, nella identificazione del "tu-se stesso" con il "tu-lettore", diviene, pertanto, una confessione.
È la confessione pubblica di un errore medico: quello di non aver saputo prendersi cura di sé, di non aver imposto a se stesso quello che si raccomanda, nella vita professionale, a chiunque altro: essere vigili in termini di prevenzione o di diagnostica precoce delle forme di cancro prevenibili o diagnosticabili in fase preclinica. Ed il cancro del colon-retto lo è.
È confessione anche nel senso di fede medica professata da un chirurgo che ha sempre avversato tutto ciò che non fosse Medicina basata sulla evidenza.
È una critica alla politica, dura, puntuale, per tutto ciò che si poteva fare e non si è fatto, per tutto ciò che si potrebbe fare e di cui si discute da anni, soprattutto nel Sud e in Calabria, in quella parte d'Italia che, anche per quanto concerne la terapia delle malattie oncologiche, è spaccata dal resto del Paese, col risultato che il malato di cancro curato al Sud ha una spettanza di vita inferiore del 4-10% rispetto a quello trattato nel Centro-Nord. E la gente parte. La gente, perciò, parte. E l'autore anche.
È la narrazione di una esperienza dirompente nella testa di chi la subisce, soprattutto, e di chi gli sta più vicino, ma è una esperienza che dovrebbe avere un effetto dirompente in chiunque, a cominciare, soprattutto, dalla nostra classe politica, che dovrebbe essere realmente più vicina a chi soffre e rinunciare all'abbraccio morboso che ha reso la sanità sofferente.
È un libro che si rivolge ai medici, a tutti coloro che si prendono cura del malato oncologico, ai familiari, ai malati e a chi è in buona salute, con norme e suggerimenti per tutti, e corredato da un elenco di siti web consultabili.
È un invito per tutti, sani e malati, ad amare: un invito ad amare la vita; e parlare di malattia è testimonianza di un immenso interesse per la vita. È un invito a vivere ogni giorno con passione. È un invito a saper ridere per ogni occasione che faccia ridere. È un invito al realismo, senza farsi annebbiare la mente dai tanti stregoni che promettono cure miracolose. È un invito alla fiducia nella Medicina ufficiale, la sola capace di curare. E per ultimo, ma non ultimo, è un invito ad avere Fede. Abbandonarsi a Dio, affidarsi alla Sua Misericordia è "un dono e, allo stesso tempo, la maggiore manifestazione della libertà dell'uomo" (Domenico Cieri Estrada).